Prendi i soldi e cresci
La Banca centrale del Giappone e la Federal Reserve americana entro la fine del 2014 avranno comprato titoli del debito pubblico e fatto prestiti non convenzionali alle entità finanziarie private per un ammontare compreso fra il 40 e il 60 per cento del loro pil. Ciò sta generando una prima insperata riduzione del differenziale tra Btp a dieci anni e gli omologhi Bund tedeschi, che ieri ha chiuso a 304 punti, in lieve rialzo rispetto a giovedì ma lontano dal picco di 350 raggiunto a metà marzo. Il calo avviene nonostante le incertezze per il prolungarsi di una crisi istituzionale e politica generata dall’assenza di una maggioranza di governo.
21 AGO 20

La Banca centrale del Giappone e la Federal Reserve americana entro la fine del 2014 avranno comprato titoli del debito pubblico e fatto prestiti non convenzionali alle entità finanziarie private per un ammontare compreso fra il 40 e il 60 per cento del loro pil. Ciò sta generando una prima insperata riduzione del differenziale tra Btp a dieci anni e gli omologhi Bund tedeschi, che ieri ha chiuso a 304 punti, in lieve rialzo rispetto a giovedì ma lontano dal picco di 350 raggiunto a metà marzo. Il calo avviene nonostante le incertezze per il prolungarsi di una crisi istituzionale e politica generata dall’assenza di una maggioranza di governo. Qualcuno dice che questo ribasso dello spread è una pericolosa “morfina”, ovvero una bolla finanziaria, e sembra deprecare la politica monetaria permissiva. Essa peraltro, attualmente, ha una sua logica volta a contrastare gli effetti deflattivi della politica di consolidamento fiscale e le inadeguatezze del mercato creditizio. Ma, al contrario, si tratta di un’occasione da non sprecare per il rilancio della nostra economia, grazie al denaro a basso tasso, reso disponibile sul mercato internazionale per chi sarà capace di approfittarne. Asiatici e americani sono alla ricerca di emissioni obbligazionarie a scadenza decennale e più che decennale, al di fuori delle loro aree di impiego tradizionali: la liquidità delle Banche centrali ha infatti depresso i tassi.
Questo denaro fluisce secondo il principio dei vasi comunicanti ma ci sono, presso di noi, troppi vasi otturati verso l’economia reale e il flusso va altrove. La liquidità e il tempo che ci viene regalato potrebbero in primo luogo servire, mediante appropriati interventi, a finanziare istituzioni di credito agevolato, rendere disponibile denaro alle imprese esistenti e a quelle nuove per sostenere investimenti ed esportazioni (che adesso languono). E’ il momento di pensare allo sblocco di infrastrutture dotate di rendimenti a lungo termine che risultano convenienti quando lo sconto al presente dei proventi futuri è fatto a tasso ridotto. Il che non accade in eterno. Sebbene lo stato dell’economia sia critico, soprattutto per le piccole e medie imprese, un po’ di tempo, ci è concesso. Non sette anni come quelli accordati ieri a Portogallo e Irlanda per rimborsare i prestiti internazionali ricevuti e, certo, non per merito nostro. Il nostro merito dovrà essere quello di approfittare dell’opportunità.